giovedì 23 giugno 2011

Licenza media via internet


La tredicenne, malata, non può andare a scuola

E' allergica alle sostanze chimiche, quindi deve rimanere in un ambiente bonificato. Dopo aver seguito le lezioni, la ragazzina usa il Web anche per sostenere l'esame.

La guerra contro la malattia la sta combattendo, ma quella contro le limitazioni che le impone l'ha già vinta. Una tredicenne affetta da MCS (Sensibilità Chimica Multipla) che la rende allergica alle sostanze chimiche e ai loro odori, sta sostenendo in questi giorni l'esame di licenza media nella scuola “Lao Silesu”, in via Perdalonga. Lo sta facendo senza uscire da casa, considerato che non potrebbe, altrimenti avrebbe una crisi allergica molto grave. Collegata in videoconferenza dalla sua cameretta, ha già svolto il tema di italiano e le prove di francese e inglese. Oggi è il turno della matematica.

Novità. E' la prima volta che uno studente può sostenere le prove da casa, senza la presenza fisica di un tutor o della commissione. Dopo una serie di verifiche e la presentazione degli esami clinici, i quali dimostrano che la ragazzina non poteva essere a scuola per via della sua patologia, venerdì è arrivato l'OK del ministero.

Il piano. La tredicenne raggiunge così un piccolo traguardo in una vita difficoltosa: entrare in contatto con profumi, coloranti, mobili, tessuti e altro potrebbe esserle fatale. Per questo tre anni fa la scuola “Lao Silesu” ha avviato in via sperimentale un piano di educazione a distanza in videoconferenza, attraverso internet. L'esame finale, però, non era per niente scontato. “Venerdì scorso non c'era la certezza che potessi sostenere l'esame”, racconta la ragazzina dalla sua stanza bonificata, “poi per fortuna tutto si è risolto nel migliore dei modi”.

Il tema. L'adolescente, nella prova scritta di italiano, ha raccontato la propria esperienza. Il tema invitava a scrivere una lettera a un amica e lei ha espresso la gioia per l'esame, elencato i progetti futuri e le difficoltà nella convivenza con la malattia. Ha poi raccontato il trasferimento in un altro centro, dove vive da qualche tempo, perchè in città non poteva tollerare i fumi dei camini dei vicini. “Se sarò promossa”, dice ancora la ragazzina “m'iscriverò al liceo scientifico”.

La commissione. Ora, però, c'è da pensare all'ultima prova scritta e poi agli orali. “Sta andando tutto molto bene”, assicura il presidente della commissione Pierluigi Pusceddu, “l'alunna svolge gli scritti da casa e poi ci invia la copia via fax. Grazie alla videocamera sistemata sul computer possiamo seguirla passo per passo, senza perderla mai di vista, durante tutte le prove”. Anche i due fratellini della tredicenne, affetti della stessa malattia, seguono le lezioni in videoconferenza. “Siamo molto contenti che possa sostenere l'esame”, si rallegra la dirigente scolastica della “Lao Silesu”, Elisabetta Cossu, “grazie alla sensibilità dimostrata dal ministero”.

Giorgia Daga

18 giugno 2011

FONTE: L'Unione Sarda


ENGLISH TRANSLATION:

“Middle School via the Internet”

Thirteen year old sick, cannot go to school.

She’s allergic ( has acute intolerance ) to chemical substances, and must remain in a safe environment. After completing the lessons, the girl even uses the Web to take her exams.

She’s battling the war against this disease, but the war against the limitations imposed by it, has already been won. A 13 year old affected by MCS (Multiple Chemical Sensitivities) which causes her to react to chemicals and their odors, is receiving support these days by being able to take her middle school exams at “Lao Silesu” in via Pardolonga. She’s doing it without leaving her home, considering she’s not able to do so without it causing a very serious allergic reaction. Connected by video conference in her bedroom, she has already completed the Italian assignment, and the French and English test. Today it’s time for Math.

NEWS. It’s the first time a student can take tests at home without the physical presence of a tutor or administrator. After a series of tests and presentation of clinical trials, which show that the girl could not be at school, due to her illness, the “ok” from the ministry was granted on Friday.

THE PLAN. The 13 year old thus reaches a small milestone in a difficult life, as coming in contact with perfumes, dyes, furniture, textiles and more, could be fatal. For that reason, three years ago, “Lao Silesu Middle School” implemented an experimental plan for distance education (Homebound education) via Internet videoconference. The final examination, however, was not guaranteed to be approved. “Last Friday, there was no certainty that I could take the exam”, said the girl from her cleaned up bedroom. “Luckily, everything was resolved in the best possible way”.

THEME. The teenager, in the written Italian test, has recounted her own experience. The topic invited her to write a letter to a friend, and she expressed her joy in being able to take the exam, listed future projects and the difficulties she encounters living with this disease. She told of transferring to another center, where she lived for some time, because in the city she could not tolerate the fumes and smoke coming from her neighbor’s chimneys.
If I’m promoted “, said the girl, “Ill enroll in High School”.

THE COMMISSION. Now, however, it’s time to think about that last written and oral test. “Everything is going very well”, assures the president of the Commission, Pierluigi Pusceddu, “The student does the assignments at home and then sends us a copy via fax. Thanks to the video camera affixed to her computer, we can follow step by step without ever losing sight of the student during the entire exam". Even the two brothers of the 13 year old, also affected by the same illness, follow the lessons via videoconference. “We are very pleased that they are able to take the exam", and commend the leadership of the “Lao-Silesu Middle School”, Elizabeth Cossu, "and equally grateful for the sensitivity shown by the Administration".

Giorgia Daga

18 June 2011

SPRING: L'unione Sarda


Una bellissima notizia quella di questa tredicenne che, nonostante la sua MCS, ha svolto gli esami scolastici delle scuole medie dal proprio domicilio in videoconferenza, al riparo da quelle sostanze tossiche presenti in una normale aula di scuola che potrebbero gravemente nuocerle. E' una storia che ricorda da vicinissimo quella di Niky Frascisco, quel ragazzo che vive su una barca a causa di una grave forma di asma e che, non potendo frequentare una scuola sulla terraferma, segue le lezioni di scuola dalla propria barca in videoconferenza e, allo stesso modo, ha svolto e superato gli esami scolastici.
Credo che la vicenda di Niky e di questa ragazza potranno aprire la strada in futuro anche ad altri ragazzi che, a causa del "dilagare" di questa tremenda patologia, l'MCS appunto, saranno costretti a studiare e a fare gli esami allo stesso modo, cioè senza spostarsi da casa, in un ambiente idoneo alle loro particolari condizioni di salute. Da parte mia mi auguro che qualcosa di simile possa avvenire anche per il lavoro.... il telelavoro, ovvero lavorare da casa propria con il proprio pc, potrebbe essere un modo concreto per permettere ai malati di MCS di lavorare e guadagnare come qualsiasi altra persona, senza correre i rischi correlati alla propria patologia che avrebbero se frequentassero luoghi di lavoro pubblici. Il telelavoro è molto utilizzato all'estero e francamente non mi spiego perchè non potrebbe esserlo anche in Italia, visto il grande numero di persone disabili e malate che hanno notevoli difficoltà a uscire da casa, ma che sarebbero comunque nelle condizioni di poter lavorare. Vedremo un po' se in futuro le cose miglioreranno in tal senso.... per ora godiamoci le conquiste ottenute da questa ragazza, da Niky e dalle loro famiglie.

Faccio infine un ringraziamento particolare alla mia amica Tovah, che ha tradotto questo articolo in lingua inglese, rendendolo così alla portata di tante altre persone nel mondo.

Marco

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  2. Tutto questo è stato merito di Niki, infatti fino a due giorni prima dell'esame la direzione scolastica non voleva far ottenere la licenza media a questa ragazza. Grazie a Nicki che aveva creato un precedente e a al progetto scuola in Ospedale http://pso.istruzione.it/
    la piccola Maria Benedetta ha potuto effettuare l'esame in videoconferenza. Purtroppo le istituzioni non dialogano fra loro e parecchie scuole sono ignare di questi progetti

    RispondiElimina
  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  4. Grazie Marco per la precisazione.
    In effetti nel mio commento avevo scritto che la storia di questa ragazza assomigliava molto a quella di Niky Frascisco, ma non sapevo che ci fosse stato un intervento diretto proprio da parte di Niky per permettere a Maria Benedetta di fare questo esame da casa propria.
    Indubbiamente questi progetti sono ancora troppo poco conosciuti e c'è da augurarsi che si diffondano sempre di più perchè i malati di Sensibilità Chimica Multipla sono in continuo aumento e situazioni come queste certamente non rimarranno isolate.

    RispondiElimina