martedì 1 ottobre 2013

Alberto, la laurea e la sindrome di Asperger

Lui, il protagonista di questa storia si chiama Alberto e oggi è dottore in architettura con 110 e lode. Un traguardo davvero speciale per un ragazzo alto, con gli occhi chiari e la sindrome di Asperger, una malattia rara, non invalidante nelle capacità intellettive (come l’autismo) ma che manifesta comportamenti e deficit nelle capacità sociali e nella comunicazione di chi ne è affetto. Alberto ha seguito il suo percorso di studi, con impegno e tenacia, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, a cui Sara D. Katarivas, mamma del neo-architetto, ha indirizzato una lettera per esprimere a tutti, docenti e personale, la sua «immensa gratitudine… per aver dato fin dal primo momento, sempre piena comprensione, disponibilità, pazienza ed aiuto a uno studente un po' diverso… avete riempito l’anima di una mamma con gioia». Un lungo applauso dei professori, del personale universitario e degli altri presenti in aula magna, ha segnato la proclamazione a dottore di Alberto D’Angelo, con la tesi “Il parco della montagna del Taco a Tenerife”.

«Mio figlio – prosegue nella lettera mamma Sara - come sempre, non ha pensato che si doveva vestire elegante per l’esame di laurea, farsi la barba e tagliarsi i capelli. Se non ci fosse stato qualcuno a dirglielo, sarebbe andato vestito della prima cosa che trovavapantaloncini corti, per esempio. E come per ogni esame: senza la “spinta” avrebbe ritardato enormemente o non si sarebbe presentato». E di “grande umanità” la mamma di Alberto ha definito la sorpresa riservata al figlio il giorno della laurea, quando la Facoltà di Architettura gli ha consegnato la medaglia e la pergamena dell’Università “Mediterranea”. Tra le righe della lettera che Sara ha indirizzato all’Ateneo calabrese emerge, come una sottile filigrana, un’esortazione rivolta ai genitori che quotidianamente devono lottare per fare integrare i loro figli nella società.

«Per riuscire a portare verso la nostra “normalità” un figlio, - scrive mamma Sara - dobbiamo dargli tutto il nostro amore, stargli sempre accanto, seguirlo in ogni momento, insegnargli in continuazione, ripetendo - se necessario - in eterno, fino a quando alla fine percepisce o impara».

di Paola Russo

7 settembre 2013

FONTE: teleradiopadrepio.it


Gran bella storia, di quelle che sempre con molto piacere riporto sul mio blog.
Di una storia come questa si potrebbe dire tanto, ma io vorrei soffermarmi sull'Amore di mamma Sara per il suo Alberto. L'Amore della madri è sempre unico..... inferiore soltanto all'Amore di Dio, ma più grande di qualsiasi altro. Ed è certamente grazie a questo Amore che suo figlio Alberto, nonostante la sua rara malattia, è riuscito a laurearsi con il massimo dei voti. L'Amore può anche questo. Una bellissima storia, un grande esempio per tutti.

Marco

2 commenti:

  1. Mi hai ricordato la S. di Asperger! Quante nozioni cadute nel dimenticatoio!

    Ho letto la lettera di questa mamma: quanta fatica nelle famiglie che devono affrontare bambini-ragazzi-adulti, ma sempre figli, con questi disturbi comportamentali. Quanta lotta! Quanta forza d'animo in questi genitori che non si arrendono!

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  2. Mi fa piacere Francesca, di averti ricordato questa malattia rara con questo post :)

    Onore e merito ai genitori di figli che hanno patologie, problemi o disturbi di varia natura..... ho un ammirazione sconfinata per loro. Onore e merito a loro, per tutto quello che fanno, per l'esempio che danno, per l'Amore che profondono!

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