martedì 5 luglio 2011

Inceneritore di Parma: un autentica follia !


Era da un po' di tempo che volevo scrivere qualcosa sull'inceneritore che sta sorgendo a Parma (a Ugozzolo per la precisione, un piccolo agglomerato di case sparse nella campagna vicino a Parma), una questione che mi interessa e mi tocca molto da vicino dal momento che tale impianto sta sorgendo molto, molto vicino a dove abito io... ed ora ho deciso di prendere la “palla al balzo” dai recenti fatti di cronaca che hanno portato alla momentanea (ma io mi auguro... definitiva) chiusura del cantiere (vedi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/02/parma-sigilli-al-cantiere-dellinceneritore-iren/136110/), per parlarne in maniera esaustiva.
Al di là del fatto che questo inceneritore (o termovalorizzatore, nome che incute meno “timore” del più appropriato e conosciuto termine “inceneritore”, ma che è esattamente la stessa cosa, dato che si tratta sempre di bruciare rifiuti) stia sorgendo non lontano dalla mia abitazione (circa un paio di Km),
“incenerire” i rifiuti è SEMPRE una cosa sbagliata, che non si regge su nessuna motivazione razionale. Ma perchè incenerire i rifiuti è sbagliato? A questo punto, è necessario ricordare la cosiddetta legge di Lavoisier o della conservazione della massa. Questa recita che in una reazione chimica la massa delle sostanze reagenti è uguale alla massa dei prodotti di reazione. Il che significa che, secondo le leggi che regolano l’universo, noi riusciamo solo a trasformare le sostanze, ma non ad annullarne la massa. E in che cosa si trasformano i rifiuti che vengono bruciati? Si trasformano in particelle così piccole da sparire dalla vista di chiunque, particelle composte da DIOSSINE, FURANI, PCB e METALLI PESANTI, che immesse nell'atmosfera e trasportate dal vento, arrivano dappertutto e INQUINANO ogni cosa, posandosi su terreni, coltivazioni, case, alberi, fiumi, laghi, mare e.... finendo inevitabilmente per essere respirate dall'uomo e ingerite attraverso gli alimenti contaminati da queste particelle, causando così un infinità di patologie più o meno gravi, dall'allergia (ce lo siamo mai chiesto perchè le allergie sono in continuo aumento? Bè, facciamocele certe domande ogni tanto!), al tumore, dalle malattie autoimmuni, alle malformazioni infantili, alle intossicazioni da metalli pesanti. Molte persone ci vogliono far credere che gli impianti di “termovalorizzazione” di ultima generazione sono molto meno dannosi rispetto a quelli del passato. C'è chi sostiene (subdolamente) questo, perchè i “termovalorizzatori” di ultima generazione, grazie a particolari filtri e a temperature d'esercizio sempre più elevate, producono pochissime PM10, ovvero particelle del diametro di 10 micron. Questo è vero infatti, succede proprio così. Purtroppo però quasi nessuno dice che le elevatissime temperature d'esercizio utilizzate nel bruciare i rifiuti, trasformano gli stessi in particelle ancora più piccole, le cosiddette PM2.5 (cioè particelle con un diametro aerodinamico medio di 2,5 micron), le PM1 (diametro da 1 micron) e le PM0,1 (diametro da 0,1 micron), ovvero particelle così piccole che nessun filtro è in grado di fermare. Queste nanoparticelle sono di gran lunga le più pericolose per la salute dell'uomo e la loro patogenicità cresce esponenzialmente con la riduzione del loro diametro. Le più piccole di esse riescono persino a penetrare all'interno della cellula dell'uomo, dando vita alle cosiddette nanopatologie (per maggiori informazioni consiglio di leggere qualche ricerca del Dott. Montanari e della Dott.ssa Gatti). A tutto questo si deve aggiungere il fatto che, per poter incenerire i rifiuti, si deve aggiungere calce e acqua ai rifiuti stessi, aumentandone di fatto il volume e il peso.... quindi incenerire i rifiuti vuol dire bruciare una quantità di materia SUPERIORE a quella dei rifiuti stessi. Sostenere, poi, che incenerire i rifiuti significa non ricorrere più alle discariche è un ulteriore falso, dato che le ceneri, ovvero quella parte che viene trattenuta dai filtri, vanno “smaltite” per legge (decreto Ronchi) in discariche per rifiuti tossici speciali di tipo B1. 

Per tutte queste ragioni la scelta di bruciare i rifiuti è del tutto contro ogni logica razionale, e questo sopratutto perchè ESISTONO LE ALTERNATIVE. L'alternativa all'incenerimento dei rifiuti consiste innanzitutto nella migliore e più razionale gestione degli stessi, operando una riduzione alla fonte, utilizzando sempre più materiali biodegradabili (ora esistono persino le bottiglie di acqua vegetali eco-sostenibili biodegradabili, che possono essere conferite assieme all'organico), potenziando al massimo la raccolta differenziata (che può obiettivamente raggiungere e superare il 70% del totale come già in molti comuni accade) e quindi massimizzare il riciclaggio, e infine cercando di utilizzare sempre più quei materiali che possono essere riutilizzati nel tempo. Esiste poi la possibilità di utilizzare la parte residua ridotta al minimo per ottenere nuova materia prima “seconda”, come quella che si ottiene dall'indifferenziato della raccolta porta a porta nel centro riciclo Vedelago (Treviso) di Carla Poli (http://gestionecorrettarifiuti.it/sito/download/090508_VEDELAGO.pdf) che, attraverso un accurata separazione dell'indifferenziato, riesce a riciclare quasi il 99% del totale dei rifiuti. Questo centro, attraverso un processo di “estrusione” (senza bruciare nulla), trasforma i materiali plastici non differenziabili in sabbia sintetica (ricercatissima sul mercato) da reinserire nel ciclo produttivo con la quale si possono produrre tantissime cose, le più disparate, risparmiando così materia prima con enormi vantaggi per l'ambiente e la salute.Il problema dei rifiuti è quindi sopratutto un problema di organizzazione e di produzione delle merci. La nostra società può tendere verso l'obiettivo rifiuti zero, e questo senza incenerire alcunchè, perchè incenerire rifiuti è SEMPRE DANNOSO E TOTALMENTE ANTIECOLOGICO!
 
Passo ora a parlare specificatamente dell'incenritore di Parma.

Se realizzare un inceneritore è SEMPRE sbagliato, per le suddette ragioni esposte qui sopra, realizzarlo a Parma è addirittura FOLLE!
Parma è la sede dell'Authority alimentare, Parma è la città alimentare per eccellenza in Europa, tanto da guadagnarsi l'appellativo di "Food Valley"! Parma è famosa e rinomata in tutto il mondo per il Parmigiano-Reggiano, per i suoi salumi, il Proscutto di Langhirano, il salame di Felino, il culatello di Zibello, per le industrie alimentari e conserviere..... con quale coraggio si può decidere di far sorgere un inceneritore, con tutto il suo carico di inquinanti e nanoparticelle immesse nell'atmosfera, nella città alimentare per eccellenza? Sì perchè avere un inceneritore in piena funziona significa CONTAMINARE terreni e coltivazioni, e quindi anche il foraggio di quegli animali che ci forniscono il latte e la carne per i nostri prelibati formaggi e salumi. Possibile che nessuno, tra Comune, Provincia e Regione, abbia mai pensato a queste cose? O devo dedurre che si pensa sempre e soltanto all'aspetto economico della questione, infischiandosene di tutto il resto? Io per primo, lo dico chiaro e tondo, non comprerò mai più né parmigiano né salumi nostrani se entrerà in funzione questo inceneritore, per non dover ingerire diossine e ogni altro tipo di inquinanti... e così, inevitabilmente, so che faranno tante altre persone che hanno coscienza del problema. Parma è veramente l'ULTIMA delle città in cui si doveva pensare di realizzare un inceneritore (questo fermo restando che costruire degli inceneritori è SEMPRE sbagliato), e questo proprio per preservare inalterate le sue caratteristiche di “città alimentare” per antonomasia, caratteristica questa che la rende rinomata, nonostante le sue piccole dimensioni, in tutta Europa e in tutto il mondo.
E invece NO, si è voluta perpetrare questa assurdità per questioni puramente economiche (di cui l'Iren sarà la maggior beneficiaria), senza considerare minimamente questi aspetti fondamentali, in particolar modo senza considerare i danni che ne deriveranno alla salute delle persone, sopratutto delle generazioni future.
"Polo ambientale integrato di Parma" vogliono chiamare la zona dove sorgerà questo inceneritore (che brucerà 130mila tonnellate di rifiuti l'anno) con tanto di "zona verde" che sorgerà appresso... quasi che si trattasse di un qualcosa di "naturalistico" che contribuirà al miglioramento dell'ambiente, dell'aria e dell'ecosistema. E invece dietro a questo nome volutamente ingannatore e a quest' "aurea" ecologica che vogliono affibbiare all'inceneritore, si cela tutt'altro, esattamente l'opposto di quello che vorrebbero far apparire, perchè dove c'è un inceneritore, inevitabilmente, c'è e ci sarà sempre un massiccio inquinamento che altro non potrà portare che danni ambientali, malattie.... e anche morte! Ma d'altro canto cosa ci si poteva aspettare da una giunta Comunale che è passata recentissimamente agli onori della cronaca per tristissime questioni legate a tangenti e fatture “gonfiate” che portavano soldi destinati ai lavori pubblici, nelle tasche di molti di loro (vedi: http://notizie.tiscali.it/regioni/emilia_romagna/articoli/11/6/24/parma-arresti.html)? Ci si poteva forse aspettare decisioni votate all'interesse della salute pubblica?

Anche la scelta del posizionamento dell'inceneritore è a dir poco SCONCERTANTE! L'inceneritore sorgerà a 2 passi dallo stabilimento principale della Barilla e nelle vicinanze di 3 importanti caseifici. La zona non è troppo densamente popolata come abitazioni, ma è molto densamente popolata a livello di lavoratori, proprio per la vicinanza della Barilla, del quartiere Spip, dell'Ikea e di tante altre aziende di varie dimensioni. Quindi tantissima gente nelle vicinanze dell'inceneritore “respirerà” gli effluvi malsani che scaturiranno da esso (sopratutto, lo ricordo ancora, le nanoparticelle che sfuggono ad ogni tipo di filtro) pur non abitando necessariamente nelle vicinanze più immediate. La stessa città, Parma, è bene ricordarlo, è ad appena qualche km dal luogo dove sta sorgendo l'inceneritore, e quindi certamente non si salverà dalle nanoparticelle e dagli inquinanti emessi dallo stesso.

Come ho scritto all'inizio di questo articolo, appena qualche giorno fa, il 1 di luglio per la precisione, sono stati messi i sigilli al cantiere di questo contestatissimo inceneritore e quindi i lavori per la sua realizzazione sono stati bloccati. Tutto questo è avvenuto perchè, su segnalazione di alcuni cittadini appartenenti al Comitato Corretta Gestione Rifiuti di Parma (GCR), è stata accertata la mancanza di un permesso di costruzione. La notizia, naturalmente, mi rende estremamente felice, e di tutto questo non posso far altro che ringraziare il Comitato Corretta Gestione Rifiuti di Parma, nonché il Movimento 5 stelle, che da sempre, da quando è stato avvallato il progetto di questo inceneritore, si stanno battendo a spada tratta perchè questo "mostro" non si realizzi. Sono altresì molto realista in proposito.... la decisione di interrompere i lavori è avvenuta per una questione di tipo burocratico e non per un improvviso cambio di coscienza delle persone (a tal riguardo devo sottolineare, però, che molte persone in Comune che inizialmente erano favorevoli alla realizzazione di questo inceneritore, ora non lo sono più.... e di questo non posso che essere molto felice), quindi mi aspetto che le persone che hanno interesse a fare in modo che questo inceneritore sorga (che di certo non è l'interesse di Parma e dei suoi cittadini), Iren su tutti, faranno in modo di procurarsi quella documentazione che manca per poter riprendere i lavori. La sospensione dei lavori, molto realisticamente, potrebbe essere quindi solo momentanea (ma spero davvero di sbagliarmi), a meno che non emergano in seguito altre cose che potrebbero affossare definitivamente questo inceneritore.


A Parma nessuno, ma veramente NESSUNO vuole questo inceneritore, e questo è emerso in mille modi diversi, tra manifestazioni, petizioni, scritte, striscioni e ogni quant'altro... e proprio per questo mi auspico che l'interesse e la tutela della salute dei parmigiani, nonché la tutela dell'immagine che Parma si è acquisita nel corso dei decenni, di città ambientale, artistica, e della buona cucina, non debba soccombere sotto i soliti meri interessi economici di pochi.
Questo è quello che mi auguro, con tutto il cuore, per il BENE DI TUTTI!

Marco

4 commenti:

  1. No agli inceneritori, portano tante malattie!

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  2. Giusto Niente Barriere. Gli inceneritori non sono la soluzione per lo smaltimento dei rifiuti, anzi.... sono la strada peggiore. E procurano tanto inquinamento e tante malattie.

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  3. Io dico, ma non si può continuare come stiamo facendo adesso? Chi dice che diventeremo come Napoli fa dell'allarmismo solo per promuovere l'inceneritore. Invece dovremmo potenziare la raccolta differenziata, mandando il residuo (sempre meno) alle discariche di Reggio, che non è certo sede dell'Authority alimentare...

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  4. Esatto Franco. Potenziare e capillarizzare al massimo la raccolta differenziata, utilizzare sempre più materiali biodegradabili o materiali che si possono riutilizzare (per esempio borse di tela, contenitori di vetro e così via)... queste sono le vie da seguire per il trattamento dei rifiuti.
    Per quanto riguarda quella parte di indifferenziato che non si può riciclare, si può seguire la strada intrapresa nel centro riciclo di Vedelago. In questo centro, attraverso un accurata separazione dell'indifferenziato, si trasformano i materiali plastici non differenziabili in pregiata sabbia sintetica, con la quale si possono fare tantissime cose. Quindi, come si può ben vedere, si può riuscire a trattare la quasi totalità dei rifiuti senza ricorrere nè alle discariche nè agli inceneritori.

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