venerdì 18 marzo 2016

MCS, il ministro Lorenzin risponderà sul caso di Adele Iavazzo


Aversa – Finalmente il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sarà costretta ad esprimersi in forma ufficiale sul problema della Sensibilità Chimica Multipla (MCS) malattia considerata inesistente ma che in realtà esiste e uccide decine di cittadini italiani impossibilitati a curarsi a spese dello Stato come fanno invece gli ammalati di fegato o di tumore, perché non esistendo la malattia non esistono specialisti, fatta qualche rara eccezione, capaci di diagnosticare e seguire gli ammalati di MCS.

Cosa differente se la Sensibilità Chimica Multipla venisse inserita almeno tra le malattie rare quindi curate a spese del sistema sanitario nazionale.

A portare all’attenzione del ministro il problema è Lucio Romano, medico, presidente del “Movimento per la Vita” e senatore della Repubblica che interrogherà Lorenzin su una problematica di salute contro la quale combatte da oltre sei anni la 35enne aversana Adele Iavazzo, nel Question Time Parlamentare che andrà in onda domani (giovedì 17 marzo), in diretta televisiva su Rai1, a partire dalle ore 16

Sarà questa l’occasione per affrontare in maniera ufficiale il problema che, contravvenendo ad un dettato costituzionale, nega la possibilità di cura, almeno in Italia, a tutti quelli che come Adele sono affetti da MCS costringendoli a raggiungere a proprie spese, spesso non sopportabili, l’unico centro che ad oggi dia garanzia di una cura capace di migliorare la qualità della vita di questi essere umani che è a Dallas, negli Stati Uniti d’America e soprattutto per capire se per lo Stato esistano cittadini di serie C come sono oggi quelli affetti da Sensibilità Chimica Multipla che si definiscono “invisibili”.

di Antonio Arduino

16 marzo 2016

sabato 27 febbraio 2016

«Non ho diritto nemmeno a un’ora libera di aria pura»

L’appello di Imma, barlettana affetta da M.C.S.

«Devo indossare una maschera per proteggermi dall'inquinamento, utile a pochi che ci faranno i soldi e a spese dei molti che ne subiranno i veleni»: questo l'SOS lanciato dalla nostra concittadina Imma, affetta da M.C.S. (acronimo di Multiple Chemical Sensivity) ossia Sensibilità Chimica Multipla.

L'aria è da anni, nostro malgrado, un accumulo di sostanze tossiche che contaminano suolo, acqua e tutto ciò che ci circonda, determinando effetti cronici sulla salute. Le cellule di Imma non si sono adeguate ai limiti previsti dalla legge e non riuscendo ad arrestare metalli pesanti, diossine, arsenico, nanoparticelle si è ammalata gravemente. La M.C.S. o Sensibilità Chimica Multipla è una sindrome organica immuno-tossica ed infiammatoria corredata all'inquinamento ambientale, che si sviluppa per effetto di una prolungata esposizione a sostanze chimiche e in presenza di un accentuato livello di smog legato al traffico veicolare, ai complessi industriali e agli inceneritori che, giorno per giorno, rischiano di incenerire persino il nostro futuro.

Si tratta di una malattia progressiva, invalidante, irreversibile, cronica e purtroppo in costante aumento, e che già conta in Italia più di 10.000 vittime, costretti ad una vita che non è vita. Se non curata adeguatamente può provocare notevoli danni al sistema nervoso centrale, ai reni, al fegato, ai polmoni, al sistema muscolo-scheletrico e al sistema endocrino. Non è solo la malattia dei profumi, come la definiscono alcuni, ma una patologia fra le più gravi al mondo e ancora poco conosciuta. In Italia non tutti i medici la conoscono nonostante colpisca il 5% della popolazione e consigliano terapie il più delle volte inefficaci ed inadeguate. Per la diagnosi occorre recarsi a Roma, poiché il Lazio è l'unica regione che riconosce la malattia ma l'Italia non dispone di strutture altamente specializzate e adeguate al trattamento di questi pazienti "speciali". Per le cure occorre andare a Londra o Dallas, il che implica elevatissimi costi.

«Le esposizioni possono condurre ad un rapido decorso della patologia e causare in tempi brevissimi aggressive forme tumorali o leucemie - prosegue Imma - perciò evito ogni forma di esposizione tossica proteggendomi con una mascherina». Per questo si batte contro chi continua a bruciare rifiuti e promuove nuovi inceneritori in Italia. Imma è una donna coraggiosa, che cerca di sopravvivere, perché afferma «anche io ho diritto a vivere» ed è consapevole che il suo stato rende impossibile ogni convivenza con le abitudini quotidiane tossiche (essendo intollerante a profumi, detergenti, vernici ecc.). Non si arrende e continua a segnalare e denunciare la situazione sua e di molti in Italia prima che il fenomeno cresca vertiginosamente costringendo molti come lei a vivere in casa, microcosmo protetto da agenti esterni grazie ai depuratori dell'aria: una sorta di gabbia, d'oro certo, ma pur sempre una gabbia.

Per lei e per tutti i cittadini vittime dell'indiscriminata politica di chi non vuole mettere fine all'inquinamento: «Mi ribello e grido tutto il mio sdegno, il problema esiste e non riguarda solo me. Siamo tutti esposti, per questo Barletta deve conoscere la mia storia».

di REDAZIONEBARLETTAVIVA

24 febbraio 2016

FONTE: Barlettaviva.it
http://www.barlettaviva.it/notizie/non-ho-diritto-nemmeno-a-un-ora-libera-di-aria-pura/



E' da quando ho aperto questo blog che parlo e posto articoli sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), in particolar modo testimonianze di persone malate che, senza tanti peli sulla lingua, parlano della propria situazione, che è poi quella di tante, tante persone in tutto il mondo.
Ebbene non mi stancherò mai di ringraziare abbastanza le persone che, come Imma e come tante altre al pari di lei, parlano di questa subdola, terribile malattia, della loro situazione e della situazione ambientale che c'è in Italia, spesso molto negativa perchè "avvelenata" da grandi complessi industriali, inceneritori, sversamenti o interramenti illeciti di rifiuti tossici e ogni quant'altro. I malati di MCS sono come "sentinelle" di questi "attentati" che vengono continuamente perpetuati al nostro ambiente, sono persone che ci dicono più che mai che dobbiamo avere il coraggio di fermarci, rivedere tutto e cercare di costruire una società basata su valori di rispetto e tutela della nostra cara madre Terra. 
Ascoltiamoli, ascoltiamoli...... fare propri questi Valori significa fare del bene a noi stessi, ma anche ai nostri figli, ai nostri nipoti e a tutte le generazioni future. Significa dare loro in eredità un paese e una società migliore. E non è veramente una cosa da poco!

Marco

martedì 16 febbraio 2016

Rosanna Benzi e la sua straordinaria voglia di vita


Una donna, forza della natura, spirito libero

Quante volte ci si ritrova a dire
“basta!” Quante volte siamo demoralizzati, scoraggiati, tristi, abbattuti e non troviamo le forze per rialzarci, pensando che il mondo intero sia contro di noi. Ci sono momenti della vita in cui tutto appare nero, in cui sembra che l’intero universo si sia coalizzato per farci dispetto. Il dolore, la rassegnazione prendono il sopravvento e non si trova più la via d’uscita. La disperazione si fa largo nell’anima, nel cuore c’è un macigno che lo stritola e una domanda pulsa nella mente: “Perché a me?”.
Ho voluto fare questo preambolo per introdurre la vita di un personaggio a molti noto soprattutto a coloro che hanno la mia età; mentre forse i giovani, gli adolescenti non conoscono la sua storia. Ed è giusto a mio avviso ricordarla, anche perché il 4 febbraio si sono celebrati i 25 anni dalla sua scomparsa. Sto parlando di una donna straordinaria, che non si è fatta abbattere dalla vita, ma l’ha combattuta fino al suo ultimo respiro: Rosanna Benzi.
Ciò che ancora oggi ricordo di lei è il suo sorriso restato immutato nel tempo. Quel sorriso aperto che sapeva d’amore e di gioia che tante persone non hanno. E la sua incredibile, insaziabile voglia di fare e quel senso di libertà che riusciva ad emanare nonostante la sua condizione. Libertà: una parola che molti non conoscono perché chiusi dentro le loro paure, delle volte immaginarie, costruite su paranoie e quindi, non reali. Si può essere liberi seppure chiusi dentro quattro mura e, al contrario, si può essere prigionieri anche di se stessi nonostante la capacità di muoversi e di uscire.
Rosanna aveva circa 13 anni quando fu colpita da una delle forme più gravi di poliomielite, quella bulbo-spinale, che le causò una tetraplegia e una grave insufficienza respiratoria. Originaria del Piemonte fu subito ricoverata all’Ospedale San Martino di Genova e da lì è entrata nel "famoso" polmone d’acciaio che lei battezzò scherzosamente: “il mio scaldabagno”.
La cosa sbalorditiva di questa donna che ha vissuto il resto della sua vita (ben 29 anni) in quella condizione, era la sua innata voglia di vivere da protagonista e non da spettatrice. Non si è mai demoralizzata davanti alla malattia, ma con coraggio l’ha affrontata conoscendo anche l’amore. Si è districata proponendo tanti progetti, alcuni dei quali attivi ancora oggi. Con queste parole potete comprendere il suo pensiero: “Credo che la vita vada sempre vissuta comunque, perché non vivere è essere sconfitti. E non credo che sia giusto, essere sconfitti”.
Primo Levi in una missiva le ha scritto delle frasi bellissime che vi ripropongo: “L’effetto della sventura è imprevedibile: ciascuno di noi possiede riserve che nessuno conosce, neppure lui stesso. Tu ne hai attinto una sapienza che sorprende: hai imparato a cercare soddisfazione nelle cose che hai, non in quelle che ti mancano; hai sperimentato che tutte le esperienze, anche le più dure, possono arricchire, e sei diventata ricca”.
All’età di 28 anni Rosanna fondò e diresse una rivista dal nome: "Gli Altri" nella quale scriveva campagne di sensibilizzazione nei confronti dei temi dell’handicap e dell’emarginazione sociale. Tra queste vanno ricordate la campagna contro le barriere architettoniche e le coraggiose inchieste sui diritti alla sessualità dei disabili. Scrisse anche libri, il primo sulla sua storia dal titolo emblematico: "Il vizio di vivere".
Ecco chi era Rosanna Benzi; non solo una donna, ma un simbolo di coraggio, di forza, di amore per la vita e di altruismo, che ha saputo trarre il meglio di ogni cosa. E’ riuscita a realizzare tutti i suoi sogni, dato che non ha visto dinanzi a sé ostacoli insormontabili, ma problemi risolvibili con la determinazione. Il 4 febbraio 1991 a soli 43 anni non ancora compiuti, il "bruco" si è trasformato in una meravigliosa farfalla libera di volare.
Per ricordare Rosanna Benzi il 20 febbraio alle ore 21 si terrà uno spettacolo presso il Teatro S. Sabina a Genova – accessibile ai disabili – con testimonianze, video ed estratti dei suoi libri. Ingresso libero.


di Dora Millaci 

3 febbraio 2016

FONTE: Dailyslow.it
http://www.dailyslow.it/rosanna-benzi-e-la-sua-straordinaria-voglia-di-vita/



Splendido articolo dell'amica Dora Millaci che propongo con grande piacere sulle pagine di questo blog.
Quando Rosanna Benzi si è trasformata in "farfalla", il 4 febbraio 1991, io avevo 15 anni, ero in un età della vita in cui ero preso da tante cose e piuttosto "distratto" verso certe tematiche..... eppure ciò nonostante di Rosanna Benzi mi ricordo bene, per averla vista in qualche occasione in televisione, e mi destò una grande impressione per la sua tenacia, voglia di fare e di vivere nonostante le sue condizioni di pressochè totale immobilità. Ora, a distanza di tempo e con maggior capacità di riflessione e di empatia, non posso fare altro di dire che Rosanna era veramente una grande Donna, sopratutto un grande esempio, ieri come ora, per tante, tante persone. Credo che ogni persona, pensando a lei, possa trarre forza e motivazione in ogni situazione della vita, anche quelle che ci sembrano più nere. E so con certezza che questa forza Rosanna l'ha trasmessa veramente a tante persone, durante l'arco della sua vita.
E allora fa solo bene ricordarla a 25 anni di distanza dalla sua scomparsa, perchè certi esempi rimangono immutabili nel tempo e ci "spronano" sempre a cercare di essere migliori.

Marco

giovedì 11 febbraio 2016

Da un anno isolata dal mondo a causa della Sensibilità Chimica Multipla (MCS)


Claudia Ranieri, operatrice socio sanitaria: «Soffro di MCS ma in Italia è tutto a pagamento, sono al secondo prestito»

PISTOIA. Descrive le sue giornate come se fossero un labirinto di cui non riesce a trovare la via d’uscita. Con pareti che non si possono toccare perché feriscono. E le ferite quotidiane di Claudia Ranieri, 48 anni, sono tutti i limiti che la malattia le impone: ha difficoltà respiratorie e usa una mascherina da 7 euro e 70 che deve cambiare ogni giorno. Soffre di elettrosensibilità, fibromialgia, ha intolleranze alimentari. Soffre di MCS, Sensibilità Chimica Multipla, diagnosticatole a settembre dello scorso anno al policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. La stessa malattia che ha colpito Sara Angemi, ventiduenne di Ponte Buggianese che da un paio di mesi si cura in Spagna grazie ai fondi raccolti attraverso iniziative di solidarietà e l’apertura di un conto corrente a suo nome.

Prima della malattia, che «è esplosa dopo alcuni lavori fatti in casa» Claudia Ranieri lavorava come operatrice socio sanitaria al San Jacopo. «Da un anno vivo isolata, sono al limite delle forze, non potrò reggere a lungo così. Alcuni giorni fa sono stata portata in ospedale: ero in dispnea (difficoltà a respirare). Conoscendo i miei problemi prima dell’arrivo dell’ambulanza coi volontari (senza il medico) ho preso il cortisone. Ho dovuto richiamare il 118 per essere portata per un controllo in ospedale, ma il San Jacopo non è un posto dove posso stare. Le finestre non sono schermate, ho dovuto chiedere una coperta di alluminio per la fotosensibilità. Non siamo attrezzati in Italia per curare la MCS, in mezza giornata che sono stata lì mi è stata misurata la pressione e monitorata l’ossigenazione, fino all’arrivo di una dottoressa che ha lavorato col dottor Emmi di Firenze, uno dei maggiori conoscitori di MCS in Italia».

Allergica da un anno, in pratica, anche all’aria, a breve Claudia Ranieri andrà a Roma per capire, attraverso esami specifici, quali medicinali non può assolutamente assumere. «Adesso prendo solo antistaminici. Uso prodotti naturali, della Vea (azienda tedesca) pensati per pelli allergiche e sensibili. Il mio regime alimentare è stato predisposto dallo Studio Speciani di Milano. Ho dovuto eliminare sostanze con lievito, acido citrico, nichel (e quindi tante verdure). Prendo una ventina di pasticche al giorno tra integratori e disintossicanti. Ho dovuto cambiare l’impianto dell’acqua in casa perché non tollero il cloro. Nella mia camera ho tolto tutto, tranne il letto in ferro». La tv? «Di notte, un po’, c’è meno elettrosensibilità. E ho - sorride amara - in pratica rivestito l’appartamento dove vivo coi miei genitori, di alluminio».

I medicinali che assume sono a pagamento. «Sono al secondo prestito. Sara (Angemi, ndr) mi ha suggerito di andare nella clinica della dottoressa Pilar Munoz-Calero, in Spagna, dove si sta curando lei. Intanto ho mandato i miei esami alla Fondazione Alborada, giovedì (domani, ndr) parlerò telefonicamente con la dottoressa Munoz». Sara Angemi le ha raccontato del sollievo trovato, pur con iniziali sofferenze, nella clinica della dottoressa Munoz, che come loro era affetta da MCS. «Solo per il volo aereo - con l’Air medical - servono 17.000 euro, e circa 30.000 euro al mese durante il soggiorno all’Alborada. Sono cure molto costose, ma in Italia non c’è nulla di paragonabile».

di Tiziana Gori

3 febbraio 2016

FONTE: Iltirreno.gelocal.it
http://m.iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2016/02/03/news/da-un-anno-isolata-dal-mondo-a-causa-di-una-malattia-rara-1.12885443?ref=hftipiea-1&refresh_ce

lunedì 1 febbraio 2016

Bimbo con malattia rara. L'appello del papà: "Cerco un lavoro per dare un sorriso a mio figlio"


FRANCAVILLA FONTANA – Una malattia rara e sconosciuta, per la quale neanche i medici riescono a trovare un nome, e una famiglia che non si arrende, perché il proprio figlio possa vivere con dignità. Lottano ogni giorno Daniela e Cosimo, che cerca un lavoro per poter garantire una sicurezza economica al suo Francesco.

Un percorso difficile, quello che si è parato dinanzi a Cosimo e Daniela Schiavone, giovani genitori di Francesco, un dolcissimo bimbo che oggi ha 4 anni e mezzo. Un percorso ad ostacoli, perché Cosimo, che a Francavilla tutti chiamano Mimmo, ha dovuto fare una scelta: o accompagnare Francesco per visite mediche o andare a lavorare. La sua natura di genitore premuroso lo ha portato a seguire il figlio e tentare di conoscere quella rarissima malattia che non ha un nome.

“Avevo un negozio di prodotti ortofrutticoli a Francavilla Fontana – ci racconta Cosimo, 35 anni – e ho chiuso la mia attività perché lo Stato non aiuta chi vive in famiglia casi di malattie rare come quella di Francesco. Per mesi ho dovuto chiudere il negozio, ma avevo comunque da pagare le tasse. Mi arrangio come posso, non butto mai niente delle occasioni che mi si presentano, ma cerco un lavoro che mi dia stabilità, che mi permetta di sostenere la mia famiglia: è per Daniela e Francesco che vado avanti”.

Quella del piccolo Francesco è una malattia ignota e subdola. “Checco ha 4 anni e mezzo, ma dimostra 11 mesi – spiegano i suoi genitori – Ha una delezione del cromosoma 18 con duplicazione del 10: è sordo, non parla, ha un ritardo psicomotorio grave, tanto che non cammina in modo autonomo. E in più, ci sono i segni di una lipodistrofia (una manifestazione clinica caratterizzata da un’anormale o degenerativa condizione del tessuto adiposo, NdR)”.

Durante la gravidanza, Francesco cresceva piccolo ma nella norma. Qualche giorno dopo la sua nascita, i medici gli trovarono una malformazione al cuore e al cranio. Da un’indagine genetica si scoprì un’anomalia cromosomica nel neonato, la stessa di cui il suo papà è portatore sano, senza saperlo. Quello di Francesco era ed è l’unico caso registrato dalla medicina che studia le malattie rare. Prima dei 4 mesi, al bambino venne diagnostica una malattia che colpisce le gambe, che provoca l’atrofia degli arti. I medici cominciarono a parlare di ritardo nel camminare autonomamente, della necessaria logopedia. Francesco, dai 4 mesi, si nutre con omogeneizzati e per i problemi che nel tempo ha subito alle gambe, viene ricoverato per brevi periodi all’ospedale pediatrico "Gaslini" di Genova.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto di qualcuno di buon cuore, che provi a mettersi nei nostri panni”, è l’appello di Cosimo e Daniela. Cosimo è volenteroso, serio e ha acquisito le patenti A, B, C, D e K. Vuole lavorare, lo chiede da mesi ma il suo appello è caduto, tranne brevissimi periodi, nel vuoto.

La giovane famiglia vive nella casa della nonna di Francesco: non possono pagare un affitto, tanto sono impegnati a capire come fare per pagare le spese mediche del bimbo (seppure il piccolo sia stato riconosciuto disabile al 100%) e la riabilitazione che effettua anche a Ostuni, nel centro "La nostra famiglia".

Per chiunque volesse dare un’occasione a Mimmo, può contattare la nostra redazione attraverso la posta privata della nostra pagina Facebook o l’indirizzo di posta elettronica redazione@brindisioggi.it

28 gennaio 2016

FONTE: Brindisioggi.it
http://www.brindisioggi.it/bimbo-con-malattia-lappello-del-papa-cerco-un-lavoro-per-dare-un-sorriso-a-mio-figlio/

giovedì 21 gennaio 2016

Anna Maria Scollo: Il mio percorso per il miglioramento dalla MCS


In comune accordo con Marco, l'autore di questo blog, che ringrazio di cuore, abbiamo deciso di pubblicare la mia storia, il mio percorso terapeutico che mi ha permesso nel tempo di migliorare molto dalla Sensibilità Chimica Multipla (MCS), la malattia che mi ha duramente colpito diversi anni fa.
La strada per migliorare da una patologia come questa è dura e  lunghissima e la COSTANZA deve essere continua e pluriennale, con una infinità di tasselli di vita da far combaciare. Tuttavia migliorare è possibile, come è successo a me, ed è per questo che ho deciso di scrivere il mio percorso di miglioramento, perchè ritengo che la mia esperienza maturata in questi anni di malattia possa essere di utilità anche per altri malati di MCS, sopratutto per coloro che sono "alle prime armi".
Se questa mia testimonianza può servire ad
infondere speranza e voglia di vivere una vita migliore anche ad una sola persona, sarà stato un grande successo.

Anna Maria Scollo



“La malattia ha cambiato il mio stile di vita, non la voglia di viverla nonostante tutto. Amo mia figlia, mio marito, gli amici che sono rimasti tali e i nuovi.”

Ho avuto mia figlia ad appena 18 anni, frutto di un grande amore adolescenziale, ho lasciato la scuola e mi sono sposata. Quando mia figlia Angela aveva 17 mesi, mio marito e padre di mia figlia è morto in un incidente.
Allora rimasta sola torno a vivere dai miei genitori e tutti insieme tentiamo di dare ad Angela una vita tranquilla e il più normale possibile, i miei genitori molto giovani crescono me e mia figlia nel migliore dei modi.
Vado a lavorare e trovo lavoro in una Serigrafia Pubblicitaria, un luogo dove si stampa sugli oggetti, in questo caso su oggettistica Promozionale Aziendale, il lavoro mi piace ed andrà avanti fin quando non mi ammalerò….
Io insieme alla mia famiglia cresciamo Angela in modo eccellente; ho un fratello e 2 sorelle, una piccola di 4 anni e con Angela crescono come sorelle e cosi lei non cresce capricciosa come figlia unica e chiama papà mio padre che adora i suoi 4 figli naturali, ma con mia figlia ne cresce 5. Angela cresce bene, si diploma con 100/100 fa pallavolo a livello agonistico, si laurea in Scienze infermieristiche, è una gran brava ragazza.
Con Angela cresciamo insieme, incontro e sposo il Grande Amore della mia vita, Mimmo, la persona giusta per me. Dopo 18 anni ho di nuovo un uomo accanto e sono felice. Compriamo una casa con un grosso mutuo, che paghiamo con 2 stipendi e andiamo a vivere tutti e tre insieme. Finalmente ho una vita gratificante dopo tanti e tanti dolori e sacrifici, ho un uomo accanto che è una persona meravigliosa.
Ho cambiato ditta negli anni ma il lavoro che conduco è sempre lo stesso a contatto con materiali e prodotti (vernici, diluenti, solventi, PVC) che mi avvelenano col passare del tempo. Conduco una vita tranquilla, ho un a casa tutta mia, una figlia che mi dà soddisfazioni in tutti i campi, ho un uomo accanto che mi stima, mi rispetta e mi ama tanto. Lavoro, vado in palestra, si fa qualche vacanza ogni tanto. Sono una moglie e una madre soddisfatta.
Nel 2000 alla vigilia di Natale sto malissimo e ho uno svenimento, cado a terra, perdo i sensi e la conoscenza e anche il controllo degli sfinteri, è una situazione complicata e per accertamenti mi tengono 15 giorni in ospedale, ma non emerge nulla di concreto, se non un ispessimento della trama polmonare, tanto che mi chiedono in ospedale di smettere di fumare, ma io non ho mai fumato. Dico allora di lavorare a contatto con vernici, diluenti, catalizzatori, sostanze al cloro, colla, spray, solventi ecc., e loro mi rispondono che allora la situazione è compatibile con il mio lavoro. Mi riprendo da quel malessere, ma da quell’anno realizzo che in tutti i periodi di Natale precedenti sono sempre stata male, infatti la promozione e i regali aziendali si fanno nel periodo precedente, e lavoro senza sosta per 11 ore al giorno e in azienda si assume personale stagionale e si aprono altri tavoli di stampa. La concentrazione di sostanze volatili si moltiplica a dismisura e quando torno a casa Angela e Mimmo mi dicono che anche l’alito mi puzza di vernici e diluenti.

Nel 2001 aspetto un bambino e siamo tutti e tre felicissimi...... ma i bimbi di madri già con la MCS, purtroppo non vedono spesso neanche la luce....
Il mio alla 14° settimana è venuto al mondo già morto e messo sotto i miei occhi in un freddo fagiolo di acciaio in ospedale, ed il medico non si cura neanche di non farmi vedere il piccolo feto tutto formato giacere li inerme e solo... era come vederlo da un documentario... ma nel documentario il bimbo non muore........ Due giorni prima al lavoro avevo usato un prodotto… e al ritorno dalla degenza i miei colleghi mi hanno fatto notare che sulla etichetta del prodotto che c’è la scritta “il prodotto nuoce gravemente alla salute dei bimbi non nati…”. Il prodotto conteneva tra l’altro metalli pesanti come il PIOMBO…. ne conservo ancora l’etichetta…. l’arma del Delitto insieme al test di gravidanza, unica testimonianza sulla terra di un bimbo mai nato…..
In azienda non avevamo nessuna scheda tecnica e nessuno aveva mai fatto un corso sulla prevenzione.
Nello stesso periodo una mia collega è in ospedale a causa di una malattia neurologica.... scoprirò in seguito che i V.O.C. (sostanze organiche volatili) sono mutageni e colpiscono il sistema neurologico, ma ognuno di noi ha la sua resistenza ed il suo patrimonio genetico… e tutti reagiamo in modo diverso..... ma se non avessi fatto quel lavoro e soprattutto in quelle condizioni, non avrei certo perso il mio bambino e non mi sarei ammalata.

I sintomi di malessere che avevo nel periodo Natalizio si fanno presenti sempre più e sempre più forti e comincio a girare di medico in medico. Ogni qualvolta che mi reco al lavoro sto sempre peggio e devo tornare a casa, fino quando, invece, devo passare direttamente dal lavoro all'ospedale. Faccio sempre più visite specialistiche e analisi spesso invasive. Se anche un solo medico mi avesse fatto la giusta diagnosi non sarei peggiorata, perché a ogni visita il medico mi diceva: “provi questo farmaco”.
Intanto i sintomi peggiorano, perdo sangue dalle mucose, naso, gengive e gola, urino sangue, e quando vado al lavoro perdo l’orientamento e non so neanche da che parte andare per tornare a casa. Oggi so quale è il nome di quel sintomo che dà problemi neurologici, e cioè “Disorientamento spazio temporale”. Quando ho questo sintomo non so dove mi trovo e neanche che distanza intercorre tra me e gli oggetti che mi circondano.... è difficile attraversare la strada, non capisco a che distanza è la macchina…..
Nel frattempo si acutizza l’olfatto, sto sempre peggio quando uso i prodotti al lavoro e non posso più andare a lavorare.
Comincio a star male anche con i prodotti di uso comune, saponi, deodoranti, detersivi, sto male quando mio marito si fa la barba, gli chiedo di non usare più il dopobarba, poi chiedo ad Angela di non usare il deodorante, poi a Mimmo di non usare più la schiuma da barba e ancora ad Angela di non truccarsi. E' una situazione insostenibile, sto sempre peggio con sempre più prodotti, non posso più uscire di casa, non posso far benzina, ho le crisi di bronco costrizione e anche in ospedale non sanno che fare e anche li sto sempre peggio. Non voglio più essere portata in ospedale perchè non sanno cosa farmi….
Nemmeno in casa non sto più bene…. Chiedo a Mimmo di non lavarsi col bagno schiuma?.... Sarebbe disposto a farlo, lo so… ma come chiederglielo? Mimmo è comprensivo in tutto ma fà il camionista, e come fa ad andare a letto lavandosi solo con l'acqua?  Non lo chiedo e non lo chiedo neanche ad Angela... tento di sopportare, ma mi aggravo.

Chiedo a mio marito se per caso sto diventando pazza, se lui che mi conosce e mi frequenta da tutti questi anni mi trova cambiata e se pensa che quegli odori ormai insopportabili che sento solo io esasperatamente, mi rendono non credibile….. Mi salva dal baratro con poche parole: “Ti credo, certo che ti credo, tu sei sempre la stessa, ti è successo qualcosa….”.

Decido di lavarmi solo con acqua, quando si lava Angela non esco per ore ed ore dalla camera da letto, quando Mimmo fa la doccia ed io sono a letto, sto male….
Povero Amore mio, vede come sto male e va a dormire sul divano... e se lui è già a letto sono io a dormire sul divano… non lo sveglio... lui va a lavorare la mattina alle 6 con il camion… ed è ormai l’unico sostentamento della famiglia.
Il mutuo prima pagato con due stipendi, ora deve essere pagato solo con il suo, e così tutte le spese mediche e gli inutili controlli e visite che sono a pagamento..... in più sprechiamo tantissimi soldi nel tentativo di trovare prodotti che io posso tollerare…… compriamo e buttiamo dozzine e dozzine di prodotti…..

L’INFERNO, è l’inferno, non so più neanche come lavare i vestiti, li lavo senza detergente, li strofino con “olio di gomito” e poi li metto in lavatrice solo col bicarbonato…..

OGGI SO CHE LO STADIO A CUI ERO ARRIVATA si chiama “T.I.L.T.”, ovvero Toxicant Induced Loss of Tollerance (Perdita di Tolleranza Indotta da Sostanze Tossiche).

Per la biancheria non si lamentano mai in casa, la trovano pulita e riposta nei cassetti…… per quanto riguarda me, però, penso che non ci sia mai fine al peggio e non tollero più neanche la biancheria riposta nei cassetti e nell'armadio, lavata prima con i detergenti comuni, quindi inizia il calvario di lavare, lavare, lavare e rilavare tutto….. Mi accorgo che dai tessuti sintetici non va mai via l’odore, mentre in quelli di fibre naturali man mano l’odore dei detergenti comincia a diminuire, cosi butto gran parte della biancheria, ma comprarne di nuova è un altro incubo… compro biancheria e vestiti nuovi, ma fanno puzza di petrolio, di coloranti, puzza, puzza di nuovo… ed allora devo lavare e rilavare la biancheria nuova fino a farla diventare vecchia quando la indosso per la prima volta.

Non so usare li PC, non so navigare in internet per cercare soluzioni e detergenti alternativi, non so più come lavare i piatti neanche con la lavastoviglie, infatti le normali pastiglie esalano dallo scarico….. Non metto più niente neanche nella lavastoviglie, neppure il brillantante, e i piatti non vengono bene….. Altro inferno, li lavo prima a mano, sfregandoli con il bicarbonato, poi li disinfetto con la lavastoviglie, solo con acqua calda, ma senza il brillantante vengono opachi e allora li ripasso con l’aceto, ma mi accorgo che anche i prodotti naturali mi fanno star male e purtroppo anche gli alimenti….

Comincio a non poter mangiare più tanti alimenti, finchè mi sento in una fase di intossicazione tale da non poter proprio più mangiare e alzarmi dal letto.
Elimino tanti alimenti, fino a quando passo i tre mesi più bui della mia malattia, nei quali non mi alzo dal letto se non accompagnata in bagno, e non mangio quasi più.... e di quel che posso ancora mangiare non riconosco più i sapori, è tutto disgustoso e tolgo sempre più alimenti. Perdo peso, arrivo a non nutrirmi… bevo solo acqua per 20 giorni….. ma so che non posso vivere ancora molto senza cibo….

Mi pregano tutti di mangiare, comincio a star un poco meglio e a ragionare, realizzo che devo ricominciare a nutrirmi come un bambino nello svezzamento. Farina di riso, e va bene.... dopo aggiungo olio ma di quello buono, biologico di mio suocero, poi aggiungo man mano il coniglio selvatico. Credo che mi abbia salvato la vita il coniglio selvatico….

Non uso internet, ma so comunicare bene con le parole e al telefono prendo l’elenco telefonico e cerco produttori di sapone e mi metto in contatto con una ditta di Catania che realizza saponi con prodotti naturali. Mi danno un sapone liquido a base di olio di oliva ed è la rinascita…… sto mangiando ed ho trovato un sapone… (le piccole cose normali per altri, per me sono la felicità). Se era solo per me il costo non sarebbe stato eccessivo, ma deve usarlo tutta la famiglia e per qualsiasi uso, piatti, lavatrice, bagnoschiuma.... ma non va bene per tutto e costa troppo.

Nei tre mesi successivi non sto più a letto, ma sto per tre mesi sul divano.

Un giorno, in televisione, girando per i canali con il telecomando, vedo un programma dove sento un racconto che mi ritrae in molti miei sintomi, ma è la fine del programma, prendo carta e penna per prendere appunti ma non nominano la malattia perchè stanno concludendo il programma…… Scorrono i sottotitoli… “MCS, malattia rara……” (allora era considerata rara, ma oggi non lo è più, è solo sconosciuta).

Non uso internet…. mai desiderato tanto di imparare qualcosa…. imparerò, si che imparerò!!!!!!

Arriva Angela, le racconto quello che ho visto, gli chiedo di cercare…… finalmente la mia malattia ha un nome: MCS ovvero  Sensibilità Chimica Multipla!

Angela trova su internet un' associazione, A.M.I.C.A., Associazione Malati Intossicati Chimico Ambientale, www.infoamica.it .

E’ NUOVA VITA.
Mi sono sempre detta che l’acronimo "AMICA" non l’hanno scelto a caso…..

Non uso internet, Angela mi tiene i contatti con l’associazione, la quale mi manda le informazioni ed Angela mi stampa tutto in cartaceo, che posso leggere solo fuori casa in quanto la carta stampata puzza.
Dopo che ho avuto le prime mail da AMICA e letto quanto mi interessava, ho capito che la cosa essenziale ora, era avere una diagnosi, così le mie fatiche si sono indirizzate in tal modo: "TROVARE IL MEDICO COMPETENTE".

Così oggi ho 5 diagnosi di medici diversi, di Catania e di Roma. Finalmente ho anche io, nero su bianco, la diagnosi della mia malattia.
Diagnosi:
“La sig.ra Scollo è affetta da MCS, malattia immuno-tossica-infiammatoria”. Nella guida di AMICA scopro che esistono finalmente prodotti adatti alle persone con MCS……

La mia paura più grande era quella di perdere anche il mio compagno di vita, avevo timore che mi lasciasse, combinata cosi com' ero e senza più una vita sociale, nè io e nè lui di conseguenza….. Ma Mimmo è l’uomo meraviglioso che ho sposato, ed è sempre stato al mio fianco.

L’associazione AMICA è gestita da altre persone malate e non vi è un contatto telefonico al momento e ne soffro.... Vorrei comunicare, conoscere, sapere, confrontarmi….

Il mio papà, che ho perso da pochissimo, era una forza grandissima per tutti nella mia famiglia  ed era veramente la nostra grande guida. Mi ha aiutata come ha potuto, mi ha donato il monovano al mare dove per stare meglio trascorro 6 mesi all’anno. Sopratutto mio padre ha detto ai miei fratelli di ascoltare e fare tutto quello che dicevo io per trascorrere le Feste e il Natale tutti insieme e così le altre ricorrenze. Così almeno ho la mia famiglia vicina. Tutti hanno sempre ascoltato il mio papà.
Per stare insieme a me, nessuno per Natale si trucca, mette il gel, nessuno va dal parrucchiere, tutti indossano soltanto i miei vestiti e di mia figlia e di mio marito.... la mia sensibilità e troppo estesa e non potrei stare con loro altrimenti. Ma il dispiacere di non esser presente agli eventi familiari, compleanni, comunioni, battesimi, non l’ho ancora elaborato, ho l’impressione che per i miei nipoti sono la
“Zia Fantasma”, sanno che esisto, gli mando il regalino (che compra mia figlia per mia vece), ma non sono mai presente. Anche il fare un regalo a mia figlia si limita al darle dei soldi per comprarsi un regalino... purtroppo neanche questa gioia ho, quello della scelta di un Dono.

Non sto bene ora, non sono guarita, di MCS difficilmente si guarisce, ma faccio di tutto per non peggiorare.

Nel 2006 Angela mi acquista un PC e comincio ad usarlo, ma prima deve "sgasare" per tre mesi, acceso giorno e notte in cantina, ed io non posso avvicinarmi al computer perchè sto male. Quando inizio ad usare il PC comunico direttamente con Francesca, poi con Silvia e con alcuni malati, e in associazione si accorgono della mia facilità a dialogare con i malati, allora mi chiedono di fare del Volontariato per l’associazione.
Sono rinata, non mi sento più solo un “essere domestico”, mi definisco così perche in casa sono autonoma, ma fuori ci sono le “barriere chimiche” e sono handicappata. Ma ora con il Volontariato mi sento utile nei confronti di chi ha bisogno di consigli o di essere capita, aiutata, infornata, ASCOLTATA.

Gennaio 2011





Da tutti i medici e professionisti che mi hanno seguita scrupolosamente in questi anni ho avuto un qualche beneficio e  quindi a tutti loro dico il mio "grazie"!
Certo questo non vuol dire essrere guariti,  affatto, ed è dura affrontare quotidianamente l'evitametnto per non peggiorare, il controllo del peso per non metter troppo grasso nel quale si insediano le tossine, praticare la detossificazione quotidiana con terapie naturali, ecc.  e spendere soldi in terapie, integatori e quant'altro, costantemente, per mantenere i risultati.
Sono passati 9 anni e adesso le cose vanno meglio, ma il percorso è lungo e sempe in salita.


- Diagnosi del  Prof. Tringali, prima diagnosi:

  https://www.youtube.com/watch?v=9yk9hChiZQY

- Diagnosi della Dott.ssa Agata Bonaccorsi all’ospedale Cannizzaro, che adesso purtroppo non si occupa più di MCS per motivi che in molti sanno:
https://www.facebook.com/notes/anna-maria-scollo/tutti-i-grazie-per-la-dottssa-agata-bonaccorsi/457726276150

- Diagnosi del Dott. Ferlazzo (anestesista e rianimatore all'ospedale Garibaldi). Biorisonamza Magnetica nel suo studio


- Diagnosi del prof. Genovesi:
  https://www.youtube.com/watch?v=3Do3CUrWnmI


- Diagnosi della Dott.ssa Maria Grazia Bruccheri (mio attuale medico curante). Una risata, ho scritto di lei, che "Il nostro è amore a prima VISITA":
https://www.youtube.com/watch?v=hE5jG1ChLyU
https://www.facebook.com/247152065483873/photos/a.305562789642800.1073741848.247152065483873/377248405807571/?type=1&fref=nf&pnref=story


- Relazione medico legale Dott.ssa Rosa Zinna


- Percorso di aiuto psicologico con conseguente relazione di normale stato psichico alla ASP di San Pietro Calrenza – Catania

- Diagnosi della Prof.ssa Mattina

- Rimozione delle amalgame, prima a Roma dal dott. Illuzzi, dopo a Catania dal cordialissimo e bravo Dott. Mario Villa:
http://www.studiodentisticovillamario.it/
https://www.facebook.com/mario.villa.900?fref=ts

- Terapia disintossicante con il Dr. Paul Zelig Rodberg
http://www.paulzeligrodberg.com/
https://www.facebook.com/paulzelig.rodberg?fref=ts


Alcune buone pratiche che seguo per la cura della mia salute:

- Alimentazione Biologica e biodinamica per il 70% autoprodotta

- Non abito in condominio e lontano da zone trafficate e popolate

- A casa si segue scrupolosamente ogni mia indicazione, nessuno escluso.

- Pratico il Qi Gong e Thaichi e seguo numerosi Hobby:
https://www.facebook.com/anna.m.scollo/media_set?set=a.10203086834404300.1073741835.1609309873&type=3

- Autoproduco il mio sapone e condiviso in ogni dove la procedura:
https://www.facebook.com/anna.m.scollo/media_set?set=a.10200403300997642.1073741827.1609309873&type=3

- Vivo in riva al mare da aprile a novembre, ivi mi alzo alle 6.30, scendo in spiaggia, cammino sul bagnasciuga, cammino dentro l’acqua, nuoto, faccio i fanghi di argilla naturale e alle 11 sono già in casa dove vivo in 35 mq per poter godere dei benefici della balneazione. Il tutto in una spiaggia deserta e senza bagnanti.
https://www.facebook.com/anna.m.scollo/media_set?set=a.4020973935277.154109.1609309873&type=3
http://www.dionidream.com/perche-camminare-sulla-sabbia-e-la-grande-medicina/ 
http://lastella.altervista.org/il-potere-di-guarigione-del-mare-ecco-gli-effetti-benefici-del-mare-sul-corpo/

- Escluso i mesi di luglio e agosto, il pomeriggio faccio bicicletta vicino al mare o nel bosco adiacente


- Posso godere dell’amore incondizionato di marito e figlia



- Riflessologia plantare.

- Massaggio Olistico.

- Il mio proclama,  me lo dico continuamente (o lo desiderio) è “Io sono forte e sana, sto benissimo tra la gente, divertendomi”

- Terapia di PNL del dott. Gupta:  www.programmagupta.it

- Terapia PNL di Annie Hopper: http://dnrsystem.com/  

- CMR Terapia del Dott. Fonti 

- Pratico la meditazione e il mio mantra preferito è “Amore ed Armonia”
E forse altro che al momento non ricordo.

Namastè!

- Devo aggiungere alla lista che ho anche un pc scremato e nei mesi invernali uso la sauna a raggi infrarossi che ho in casa, cosi che anche in inverno dreno tossine attraverso la traspirazione corporea e respirando aria calda a 65° circa e bevendo le tisane, depuro costantemente il mio corpo che da solo non riesce a disintossicarsi.



La sauna è un efficace metodo per disintossicarsi:
https://www.facebook.com/notes/anna-maria-scollo/la-sauna-un-potente-metodo-detossificante/10153897801701151


-  Da 9 anni bevo e cucino soltanto con acqua in bottiglie di vetro a bassissimo residuo fisso.


- La mia acqua di rubinetto non è clorata, quindi durante la doccia o le faccende domestiche non  respiro cloro.

- Massaggio Linfo Drenante Terapeutico con la terapista Francesca Foti:
https://www.facebook.com/francesca.foti.50?fref=ts

- Biodanza e Counseling con l'istruttrice Donatella Cosentino:
https://www.facebook.com/donastellac?fref=ts



Anna Maria Scollo







Ringrazio di vero cuore Anna Maria Scollo per questo suo lungo ed esauriente scritto, nel quale parla della sua storia e del percorso terapeutico che ha seguito e che sta tuttora seguendo come malata di Sensibilità Chimica Multipla (MCS). Un percorso terapeutico che l'ha portata a "rialzarsi" da una situazione molto brutta e ad avere dei notevoli miglioramenti di salute che, mi auguro, possano continuare ancor di più nel corso del tempo.

Personalmente ritengo che questo scritto possa essere di notevole utilità per tanti malati, per le preziose e utili indicazioni che esso contiene, e anche perchè infonde un senso di fiducia e positività, il desiderio di non volersi arrendere e di voler continuare a lottare per avere una vita migliore.
Grazie Anna Maria !

Marco

domenica 3 gennaio 2016

«Aiutateci a salvare nostra figlia». Nasce il comitato per Alice. I genitori: la cureremo in Israele


La piccola finì al centro del caso Stamina

TREVISO
Un comitato per Alice, la bambina di 13 anni affetta dalla nascita da una grave patologia e dal 2008 sottoposta a dialisi. Lo scopo è di raccogliere fondi:
«Per portare Alice in Israele a fare una terapia con le cellule staminali e in qualsiasi luogo la mettano in lista per un trapianto di reni». Ad annunciarlo è Bora, l’infaticabile mamma della piccola, sulla pagina Facebook «Una speranza per Alice».
I genitori da anni si battono affinché la loro bambina riceva le cure migliori. Una battaglia che hanno condotto anche aderendo al metodo Stamina e finendo inevitabilmente al centro di una battaglia legale che inizialmente avevano vinto. Il giudice del lavoro di Treviso, infatti, aveva emesso un’ordinanza per obbligare gli Ospedali Civili di Brescia (i cui operatori si astenevano dalla somministrazione del metodo, in attesa del parere del Comitato Etico del ministero della Salute) ad assumere il personale necessario affinché la piccola potesse essere sottoposta al trattamento Stamina. Ma l’inchiesta e il processo sull’ideatore della terapia, Davide Vannoni, hanno di fatto reso lettera morta quell’ordinanza e Alice non è mai stata sottoposta al trattamento.
La battaglia della mamma e del papà della bambina è continuata in ogni struttura sanitaria e reparto dove la piccola è stata ricoverata. I genitori non smettono di cercare la cura migliore per la figlia, e questo li ha messi in difficoltà anche con il tribunale dei minori. La madre è stata denunciata, perché avrebbe contestato una terapia farmacologica che, a suo avviso, avrebbe aggravato il quadro clinico della figlia. Ora la bambina è seguita a Milano, dove effettua regolarmente la dialisi. Ma le sue condizioni, purtroppo, stanno pian piano peggiorando:
«A novembre abbiamo chiesto anche a Milano la possibilità che Alice fosse messa in lista d’attesa per un trapianto ma ci hanno detto di no. L’unica speranza che ci rimane è andare all’estero – scrive la mamma su Fecebook -. Come prima cosa dobbiamo tentare con le cellule staminali in Israele o in qualche altro Paese ma sempre fuori Europa».
Un viaggio costoso che la famiglia non può sostenere da sola, per questo l’idea di far nascere il Comitato per aiutare Alice:
«Ora non c’è più tempo per la bambina, dobbiamo decidere in fretta. Rimane solo la speranza di unirsi tutti insieme per aiutare Alice e darle una vita migliore».
Per le donazioni al Comitato per Alice le coordinate bancarie sono:


Cassa di Risparmio del Veneto.

Bassano del Grappa.

Comitato per Alice,

IBAN: IT96 F062 2560 1661 0000 0006 420

BIC/SWIFT: IBSPIT2P



di Milvana Citter 


FONTE: Corriere della Sera